Tema e Service Nazionali: serve un’impostazione diversa

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26 Novembre 2018
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Tema e Service Nazionali: serve un’impostazione diversa

Le modalità con le quali oggi coniughiamo sul campo il Lionismo sono molto diverse da quelle di ieri. Cinque aree di service chiaramente definite, significativo focus sull’LCIF, grandi progetti di servizio di respiro pluriennale.

Il Service e il Tema di Studio nazionali sono coerenti con questa mutata operatività della nostra associazione? Probabilmente No.

Di seguito, a mio parere, i principali problemi che riscontriamo:

  1. la durata annuale di tema e service rende difficilissimo gestire adeguatamente iniziative ormai complesse e caratterizzate da forte operatività sul territorio;
  2. l’indipendenza tra tema e service per la quale i due non sono, spesso, né propedeutici l’uno all’altro (quest’anno studio, l’anno prossimo realizzo) né sinergici;
  3. la possibilità che tema e service non rientrino nel perimetro delle nostre cinque aree di servizio globale;
  4. il fatto che il Congresso Nazionale approvi (spesso) un “titolo” anziché un progetto con la conseguenza che il primo luglio l’anno inizia senza un’adeguata organizzazione delle attività da svolgere:
  5. la confusione che nasce dall’unione di proposte diverse (soprattutto per i Temi) in sede di Congresso Nazionale per arrivare ad un consenso tale da generare i voti necessari per l’approvazione della proposta. Ne nascono veri minestroni la cui logica, a volte, richiede uno sforzo di immaginazione…

Allora che fare? Abbiamo due sole alternative:

  1. abolire tema di studio e service nazionali focalizzandoci sulle cinque aree di service globali;
  2. individuare adeguati correttivi.

Mi focalizzerò sulla seconda ipotesi… perché altrimenti l’articolo finirebbe qui.

Se dovessi proporre una variazione regolamentare, procederei così:

  1. tema e service dovranno ricadere chiaramente nel perimetro di attività delineato dalle cinque aree globali di service;
  2. la durata del service nazionale dovrà essere biennale o triennale;
  3. il tema di studio – sulla cui utilità nutro forti dubbi – dovrà essere tale da poter essere considerato propedeutico ad un successivo service;
  4. le proposte presentate in Congresso Nazionale non dovranno essere “titoli” ma progetti. Ovvero, corredati da un documento organizzativo che espliciti obiettivi, risorse necessarie, modalità attuative. I Club dovranno essere in grado di avviare la fase attuativa dal primo luglio senza scervellarsi;
  5. il taglia e cuci andrà fatto prima del congresso e non in commissione: tema e service, una volta presentati, verranno messi in votazione tal quale.

E’ una proposta. Certamente migliorabile. Vogliamo iniziare a parlarne in vista di Montecatini?

Se vuoi leggere direttamente l’articolo pubblicato su LION di Dicembre 2018, clicca di seguito: Tema e Service Nazionale: serve un’impostazione diversa