Per un Lionismo Francescano
1 Maggio 2018
Servire, Servire, Servire
3 Maggio 2018
Mostra tutto

A proposito di formazione

Non saprei indicare una data precisa. Credo però che la nascita della Lions Club International Foundation e più ancora la campagna Sight First 1 segnino il momento del cambio di passo del Lionismo. Siamo, dunque, tra la fine degli anni ’80 e l’inizio dei ’90 quando la dimensione del nostro impatto sulla società muta radicalmente. Da (grandi) benefattori diventiamo attori primari del servizio umanitario realizzando le opere che tutti conosciamo e mettendo in campo una moltitudine di progetti anche attraverso organizzazioni stabili (vedi le onlus Lions).

Il punto fondamentale è che si tratta di “progetti di servizio” continuativi nel tempo, specialistici e la cui gestione necessita di professionisti. Lo stesso vale per i Club portati a vivere un Lionismo proiettato verso l’operatività sul campo.

Chi può dimenticare il passaggio epocale della relazione al Congresso Nazionale di Bologna dell’IPCC Michele Serafini: “il Lionismo … è stare in mezzo alle gente … Club stanchi, chiusi nelle sale dei ristoranti rappresentano il Medio Evo del Lionismo”. Un passaggio epocale di una relazione terminata tra gli applausi scroscianti. Perché il Lionismo è cambiato. Per sempre.

Per gestire un’organizzazione così ci vuole gente preparata che sappia precisamente cosa fare e, soprattutto, lo faccia in squadra ed in relazione con i tanti componenti della galassia Lions. Occorre aver studiato, fatto esperienza, essersi applicati all’esercizio per gli anni necessari.

Dunque, il problema è questo: se vogliamo continuare a crescere dobbiamo dotarci di una squadra sempre più numerosa di soci non solo disposti a dedicare tempo al Lionismo ma, soprattutto, capaci di impegnarsi in modo efficace ed efficiente. In altre parole: formati.

Credo sia giunto il momento di definire percorsi formativi standardizzati che accompagnino il socio nella sua crescita verso compiti di sempre maggior responsabilità. E’ necessario chiedere a tutti i nostri soci di frequentare corsi di aggiornamento perché il mondo cambia, e in fretta.

In conclusione, lasciatemelo dire forte: ci vuole una scuola. Una Scuola di Lionismo. Che abbia il suo catalogo corsi, il suo calendario, i suoi docenti. Che ciascun socio possa frequentare iscrivendosi al corso – o al percorso – che più lo interessa ed apprendere facendo gruppo con altri soci Lions.

Non un luogo fisico ma corsi itineranti da tenere dove servano, secondo le richieste, il più possibile vicino alle case dei nostri soci.

Un amico verso il quale nutro molta stima, quando gli ho raccontato quanto sopra, mi ha detto: “Sono d’accordo, ma se ai corsi non si presenta nessuno ?”.

Credo proprio che non succederà, perché la richiesta di cambiamento che proviene dai nostri soci è forte e la formazione è un tema caldo anzi, direi, caldissimo. Dunque, mettiamoci all’opera tutti insieme: per sentirci una volta in più orgogliosi di essere Lions. Lions preparati.

Se volete leggere l’articolo per intero (Lionismo 3 – 2015/16), cliccate qui: “Lions. Professionisti del Service”