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Per un Lionismo Francescano

Il Lionismo si appresta a compiere un secolo di vita in un momento difficile per l’umanità. Non credo sia necessario spiegare i perché. Certo è che anche in società ricche come la nostra la vita è meno facile di prima. Per alcuni anche molto difficile.

Sono quelle che chiamiamo le “nuove povertà” che si affiancano alle vecchie. Sono le nostre sofferenze che si sommano a quelle dei mondi lontani ai quali il nostro aiuto si è sempre rivolto.

E il Lionismo tutto questo lo ha naturalmente capito, come se un’unica anima consapevole e cosciente ci unisse tutti insieme. Stiamo cambiando, siamo cambiati: dalla beneficenza stiamo coscientemente passando all’impegno diretto. E ne siamo fieri. Siamo fieri di questo centenario e delle sue sfide che abbiamo raccolto. Siamo fieri delle nostre onlus, del nostro impegno personale, della grande sfida del morbillo.

Sappiamo che tutto questo richiede investimenti ingenti, molto più ingenti di prima: di tempo ma anche di soldi.

Dunque, a fronte di una società che soffre ci mobilitiamo con un nuovo slancio. Ma siamo sempre coerenti nei nostri comportamenti?

La mia non è né una domanda inutilmente retorica né un quesito vuotamente moralistico. La mia è una chiamata ad un ulteriore passo verso un nuovo Lionismo, verso un Lionismo Francescano.

Cosa vi viene in mente pensando a San Francesco? Il desiderio di aiutare il prossimo e la rinuncia all’inutilità, agli orpelli, ai vuoti simulacri di uno status che il confronto con la sofferenza rende assurdi.

E non va in questa direzione il nuovo Lionismo? Si, va proprio in questa direzione. Lo fa certamente nel ricercare l’azione diretta sul campo a supporto di chi soffre, nell’aprirsi con gioia alla gente nelle piazze.

Ma non dovremmo modificare anche altri modi di essere e di comportarci? Credo di sì. La nostra lotta contro il morbillo rende questa verità drammatica: un dollaro un vaccino. Un vaccino significa un bambino che non rischierà la vita per il morbillo.

Ma noi quanti dollari (o euro) ancora buttiamo in inutili orpelli? Troppi, comunque troppi.

Ecco che diviene necessario e improcrastinabile compiere il percorso verso un Lionismo francescano. Dove lo stare insieme – ad esempio nelle conviviali o nei congressi – sia parco e poco costoso. Dove vi sia la consapevolezza che rinunciando all’esteriorità sarà possibile indirizzare quelle risorse risparmiate verso i nostri service.

Credo che questo momento sia giunto: ma deve essere una volontà comune, non una rinuncia ma un’esaltazione del nostro essere Lions sensibili ai problemi dell’umanità.

Un nuovo Lionismo fatto di sobrietà, di semplicità, di attenzione costante alla spesa, di risparmio e, dunque, di creazione di capacità finanziaria per i nostri service. E di quella voglia di dare che, per fortuna, proprio non ci manca.

Per leggere l’articolo in originale (Lionismo n. 5-2015/16), cliccate qui: “Per un Lionismo Francescano”