

Era il 1994. 1° Congresso d’Autunno del 108L. Fu un momento di straordinario confronto tra tutti i Club ed i soci Lions del Distretto che vollero prendere la parola.
I PDG Osvaldo De Tullio e Dario Pinti, insieme al Governatore di quell’anno Bruno Ferraro condensarono i risultati del Congresso in un Quaderno del Lionismo (il n. 40) dal titolo “Ruolo dei Lions in un sistema di democrazia partecipativa”. Vi furono raccolti 43 relazioni, 44 interventi, 5 delibere di Club.
Personalmente, presentai la relazione: “Il Service come prima fonte di credibilità per il Lionismo”. La penso ancora così, 24 anni dopo. Eravamo, evidentemete, di fronte ad una società diversa da quella di oggi ed in significativo mutamento. Ci si interrogava sul ruolo che i Lions dovessero rivestirvi, dei Lions come movimento di pressione. Ma perché i Lions dovevano essere ritenuti “credibili” dalle istituzioni? Certamente per le loro competenze, certamente per l’interesse che aveano sempre dimostrato per il benessere della nostra società, per il loro agire per il miglioramento delle nostre comunità, ovvero il Service. Mi appariva allora – e mi appare ancora oggi – che proprio il Service fosse la pietra angolare su cui basare la nostra credibilità.
Erano gli anni di Sight First 1 e nel mio intervento invocavo l’impegno su grandi progetti di servizio che ci consentissero di fare la differenza a livello dell’intera comunità nazionale. Movimento di pressione e organizzazione di servizio umanitario: le due facce della medaglia.
Qui sotto il testo dell’intervento: